Il Gusto DiVino

Sono loro i top 104 produttori italiani presentati ad OperaWine by Wine Spectator. E la Toscana in prima fila. Tante conferme ma anche new entry, la parola d'ordine è qualità. Occhi puntati sulla Cina su questo verte l'edizione 51 del Salone del vino italiano. E se per il vino Made in Italy la Cina rappresenta ancora un mercato-sfida con una quota del 5,6%, le nostre esportazioni nel 2016 fanno registrare un principio di inversione di tendenza con una crescita a valore che sfiora il 33% per oltre 120milioni di euro. Un dato che esprime il potenziale di crescita per l’export italiano di vino e su cui Vinitaly e Vinitaly International stanno concentrando le azioni di sviluppo e promozione, a favore dell’intera filiera del Paese, intercettando i player strategici della domanda, come “1919”. Il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline (più di 1.000 negozi in tutte le province) si è presentato a OperaWine con una delegazione guidata dal presidente e ad Robert Yang e Andrew Tan, general manager 1919, oltre a circa 40 buyer asiatici specificamente selezionati dal programma di incoming Veronafiere e ICE-Agenzia per il grand tasting con i produttori top.

 

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Scoprire Cortona, un borgo bellissimo, ricco di storia e decantato dai più noti poeti. Tra cui Gabriele D’Annunzio e Giosuè Carducci, amanti del “buon vivere”.  In Valdichiana, la terra su cui “posa”  Cortona, le eccellenze non si fanno certo mancare. Autoctona è la Chianina, il pregiato “gigante bianco” e assieme alla carne ci sono anche i vigneti e una produzione di Syrah, sorprendente.  Si tratta di una zona particolarmente vocata, bagnata dalle acque del lago Trasimneo.  La spezia intensa che denota il carattere di questo vino, in cui spicca il sentore di pepe nero, ben interpreta il carattere del territorio. Una scommessa vinta in una parte della Toscana, nella provincia di Arezzo, quella di provare una barbatella tipica della zona francese della Valle del Rodano, in una regione, tra l'altro, in cui si coltiva "naturalmente" il Sangiovese. Tra le tante storie che si celano dietro a questa intuizione c’è quella che racconta che i primi esemplari di barbatelle furono lasciati dai soldati francesi durante l’invasione napoleonica. 

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Una serata differente. Perché è piacevole frequentare un porto turistico anche in bassa stagione, soprattutto se a richiamare l’attenzione è la buona cucina in compagnia del buon vino. Siamo al ristorante Volver Porto del Gusto di Rosignano Marittimo dove lo chef Roberto De Franco ha firmato un menù di 4 portate in abbinamento ai vini della Tenuta Villa Capezzana di Carmignano. La Doc Carmignano è una delle denominazioni più antiche che conta ben 3000 anni. L’azienda è dei Conti Contini Bonacossi, che divennero proprietari della Tenuta, nel 1920. Una proprietà di 650 ettari di cui 150 dediti ad oliveti, la più grande coltivazione della Toscana, e 90 ettari, di cui 75 vitati attivamente. L’azienda è biologica (Bioagricert) seguita, tra gli altri fratelli, da Vittorio Contini, uno dei figli del Conte Ugo, esperto di coltivazione in vigna. La consulenza è dell’enologo Franco Bernabei.

NEL PIATTO E NEL BICCHIERE

All’antipasto è stato servito un Uovo cotto a bassa temperatura, fonduta di parmigiano, acciughe del Cantabrico con il Trebbiano di Capezzana Igt 2006. Di questo vino si apprezza la freschezza con note agrumate intense, una bocca piena, buona acidità, il legno c’è ma mantiene un buon equilibrio. Perfetto il sodalizio con l’uovo e il tocco salato dell’acciuga. 

 

 

 

Tortelli “all’Amatriciana” farciti con pecorino, guanciale croccante e cipolle fondenti . Il risultato è un piatto armonico, pasta tirata e composta a mano, molto piacevole il contrasto del ripieno con la croccantezza del guanciale, che spicca in sapidità e la dolcezza finale del cipollotto. Abbinamento con il Barco Reale di Carmignano doc 2014 , Sangiovese al 70%, un vino da accompagnamento, senza troppe pretese, nota erbacea persistente. 

LA MIA SCELTA Carrè di maialino da latte, purè di carote, cipollotti e riduzione di Villa di Capezzana. Carne morbida, cottura esatta, riduzione ideale. Giusto il ritorno del vino nel piatto,scelta che condivido pienamente.  Nel bicchiere Carmignano Docg Villa di Capezzana 2012 sentori di frutta sotto spirito, fragola e marasca matura, acidità spiccata, tannino non aggressivo, moderato, bocca decisa ma abbastanza equilibrata. Di corpo. Naso in evoluzione, fa capolino il cacao sul finale aperto. 

Croccante di frutta secca, crema al Vin Santo, gelato al pistacchio con Vin Santo di Carmignano Docg 1984. Degno finale con un Vin Santo che lascia intimoriti dalla freschezza e dalla piacevolezza, anche oltre trent’anni dopo. Si conferma uno dei migliori assaggi. 

 

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