Notizie

Un ritorno alle origini anche per quanto riguarda il vino. Sono infatti circa 5000 le bottiglie di rosso di Bolgheri doc pronte ad entrare nel mercato dei vini di Bolgheri con un cognome altisonante, quello dei della Gherardesca. A scendere sulla piazza vitivinicola tra le più ambite e blasonate al mondo è niente meno che il Conte Gaddo. Si tratta solo di un’anteprima, una sorta di preview che se andrà bene sarà di buon auspicio per il futuro. Il vino, annata 2016, sarà in commercio dal prossimo anno ma più che altro, almeno per i primi tempi, sarà riservata ad un consumo più familiare. “Prima lo voglio assaggiare - spiega il Conte. D’altronde il fare vino è una tradizione del tutto familiare. Il primo è stato il mio quadrisnonno Camillo, subito dopo gli Etruschi poi mio nonno Gaddo che produceva vino bianco proprio sotto la torre di Donoratico. La cantina del Castello è stata costruita nel 1909. Mio nonno lo vendeva alle navi da crociera e nei grandi alberghi, a 180 lire a bottiglia. Non ci guadagnava niente però, perché a noi costava 1000 lire... visto che si faceva serigrafare le etichette nelle bottiglie perché non sopportava quelle in carta che si rovinavano”. Il blend è quello bordolese, affezionato al territorio, con vitigni internazionali come il cabernet sauvignon imbottigliato dall’azienda agricola La Bolgherese con uve facenti parte della denominazione. Della Gherardesca è scaramantico sulla partenza di questa nuova attività imprenditoriale. “Faccio prima di tutto – aggiunge – una cosa che mi diverte, non è certo un business. Sono poche bottiglie, la maggior parte me la berrò io (scherza, ndr) e poi lo regalerò agli amici – è ancora troppo presto per parlare di commercio o altro. Quello che conta è che sia buono, prima di tutto!”. Una sorta di figlio in “rosso” insomma, che porta il suo nome e quello di Castello Donoratico, o meglio la nota torre che sorge sulla collina del comune, da anni in sospeso per quanto riguarda le sue sorti future. Le rovine che la circondano erano infatti state affidate al comune che aveva avviato un progetto di recupero archeologico, con l’idea, tra le altre ipotesi, di dar vita ad un polo museale. Il luogo, con l’antica struttura, è illustrato, in maniera  stilizzata nella etichetta del vino (che riprende l’etichetta del nonno dei lontani anni ’50). Dove sono anche indicati i castelli di Castagneto, i possedimenti della famiglia, tra cui il Castello storico, quello di Segalari e la frazione di Donoratico, che evidenza appunto la torre. (all rights reserved)

Commenta (0 Commenti)

Un nuovo vino che rispetta la vocazione bolgherese.  A presentarlo è Marilisa Allegrini (nella foto con l'enologo Lorenzo Fortini), lady wine per eccellenza,  che oltre alla tenuta in Valpolicella, la più storica, conta anche San Polo a Montalcino e Poggio al tesoro a Bolgheri. Proprio a Bolgheri dall’annata 2014 è nato Il Seggio, un nome molto legato al territorio, un blend dei principali vitigni internazionali che caratterizzano la doc Bolgheri: cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e petit verdot.   “Un progetto creativo straordinario quello di Poggio al tesoro – ha detto Allegrini alla presentazione avvenuta nella terrazza del Westin Palace a Firenze – partito con solo un ettaro a disposizione 16 anni fa. Col tempo ci siamo ispirati alla zona cercando la nostra personalità e abbiamo individuato le varietà e il blend. Ora col Seggio, il nostro portfolio è quasi completo. Il Seggio nasce da un’annata difficile, spesso il bello passa proprio dalle sfide. Tutto quello che avevamo prodotto in più invece di declassarlo ad Igt lo abbiamo unito in un nuovo blend. Consideriamo il neonato come il vino più “food friendly della gamma”. Il Seggio, nello specifico, è il  maggior corso d’acqua del comune di Castagneto Carducci: nasce nelle colline metallifere di Sassetta, zona conosciuta già al tempo degli Etruschi, estremamente ricca nel sottosuolo di giacimenti minerali ferrosi. Oggi l’azienda conta circa 70 ettari ed è divisa in quattro poderi metre produce otto etichette compresa quest’ultima, più il passito Teos: il vermentino Solo Sole, la selezione di Vermentino Pagus Camilla, i rosati Cassiopea e la selezione Pagus  Cerbaia (50% syrah e 50% cabernet sauvignon), il rosso Igt Mediterra,  Bolgheri rosso il Seggio, Bolgheri superiore Sondraia e Dedicato a Walter, cabernet franc in purezza.  

TASTING NOTES Un vino dal colore intenso, con sentori speziati ma non aggressivi, che si presenta all'assaggio composto, misurato e piacevole. Attento ai cambiamenti. Il cabernet franc  spinge nel ballo del blend bordolese. 

Commenta (0 Commenti)

Isabel Knauf racconta come la famiglia produca vino dal 1971 in Germania

Isabel KnaufLa famiglia Knauf, forse non tutti sanno, ha sempre prodotto vino. Ingegnere alla sesta generazione, Isabel Knauf parla un italiano fluente, merito delle due settimane di corso intensivo, che ha frequentato, nel 2006, ad Ischia. “Una scelta nel rispetto del paese – ha detto- sono qua e devo parlare l’italiano. Mi è stato abbastanza semplice per gli studi di latino che avevo fatto a scuola”. Una vita vocata al gesso che fa di Knauf un’azienda leader nel mondo e una sicurezza maturata nel tempo, il vino non sarà mai il loro lavoro principale ...“è troppo variabile … (ride, ndr). Fare vino è emozione ed energia ma serve tanta fortuna temporale”. Abbiamo cominciato a Bolgheri nel ’97, l’acquisto è seguito nel ’98. “Ci siamo concentrati sul terreno, abbiamo piantato vigne nel rispetto e sfruttando il potenziale – ha spiegato Isabel Knauf - . I vini prodotti erano molto deboli all’inizio, commercialmente parlando, col nome Campo alla Sughera. Abbiamo scelto di non identificarli, volontariamente  subito con la nostra famiglia, volevamo che si facessero strada da soli. La prima vendita seria è stata nel 2004. Una storia che inizia lontano. Già gli antenati della famiglia Knauf,

Leggi tutto: KNAUF, VINO E GESSO

Commenta (0 Commenti)

Sponsor Bolgheri News e Style