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I have two grandchildren aged seven and ten. That means that they have outgrown the hallowed days of buckets and spades and afternoon naps and walks in the pineta but do not yet spend their time horizontally texting their friends and listening to heavy metal. So what do you do to combat the bête noire of every parent and grandparent - the tablets and gameboy?
Our beach is now pronounced boring so my son takes them to the Bagno Delfino in Marina di Cecina where they can windsurf, sup (stand up paddle), kite surf, rent boats and pedalo’ and jump off the blow-up trampoline. There are rocks where you can snorkel, while instant refreshments are available at a bar and a restaurant only a flip flop away. Twice a week they go to Baratti (barattidiving.it) where Tania and her husband offer courses from beginner to open water diving certificates in scuba diving. Baratti also has one of the most beautiful beaches in the area and if you ask for Andrea at the marina he will take you by boat to little hidden coves and rocky beaches round the coastline. You can also rent zodiacs yourselves without needing a permit and go off exploring on your own.

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Sono nato molti anni fa. L’Ufficio anagrafe del paese, però, non ha scritto una data precisa con cui possa festeggiare, ogni anno, il mio compleanno. Insieme a me sono nati molti mattoni, legati tra loro con cemento e rena di fiume, stanze più o meno grandi, muretti allineati per delimitare spazi e giardini, una bella chiesetta di campagna, un teatrino ma, soprattutto, una scuolina per bimbi piccoli. Sono nato piccolo e rimasto piccolo nonostante il passare degli anni. Ma quante ne ho viste nella mia vita non me lo ricordo proprio più!
Ma soprattutto quanti grandi ho visto inchinarsi davanti a me, quasi in senso di reverenza, avvicinandosi e sfiorandomi le spalle. E’ soltanto con i bambini però, che erano e sono alla mia altezza, che ci guardiamo dritto negli occhi. Sono bianco di colore, anche se non mi abbronzo mai, nonostante in estate sia per molte ore in perfetta esposizione al sole, soprattutto di pomeriggio. Sono magro e mi si contano le costole, da sempre, al punto che molti, qualche anno fa, mi chiamavano “semolino”. Però sono sempre in piedi; anzi ben appoggiato ad un muretto del giardino della scuola per l’infanzia di San Guido, che volle molti anni fa la marchesa Clarice per dare istruzione e garbo ai bambini nati ai dipendenti della Tenuta. Ho visto passare di fronte a me tantissimi bambini; i primi anni sempre e solo bimbi bianchi come me. Poi, con il passare del tempo, oltre ai bimbi bianchi, anche cambogiani, cingalesi e marocchini. Tutti belli, perché la bellezza non ha colore! Ma sempre e comunque bimbi con gli occhi brillanti di chi si avvicina alla vita e vuole crescere insieme agli altri, cercando di prendersi sempre per mano, divertirsi ed imparare insieme. In effetti dove vivo, chi mi passa vicino chiede sempre il permesso, mi appoggia una mano sulla spalla, quasi accarezzandomi. Talvolta qualcuno che ha fretta mi da una spinta con il piede, ma senza cattiveria, soltanto per fare prima. Ed io non perdo l’occasione per perdonarli sempre, anche se mi lasciano, di tanto in tanto, qualche ammaccatura o, in inverno, il fango delle scarpe sui miei piedi. La mattina sia i babbi che le mamme hanno i minuti contati; un po’ più lenti sono i nonni e le nonne che se la prendono con più calma per accompagnare i bimbi a scuola. L’accompagnarli a scuola diventa per loro quasi un rito propiziatorio alla vita che sta crescendo. Quasi un passaggio di consegne. E, silenzioso, talvolta cigolante quando non vedo l’olio da tempo, mi trovo ad osservare e decifrare lo stato d’animo di chi mi passa vicino.

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Anne Marshall

Rubrica di Anne Marshall  Zwack

 

Anne Marshall Zwack, nata in Inghilterra nel 1946, ha vissuto a Cambridge prima di andare in collegio a Bruges in Belgio, dopodiche’ si e’ trasferita a Parigi su un’isola della Senna. É approdata in Italia nel lontano 1967. Da 35 anni ha una casa a Bolgheri per l’estate. Quarant’anni fa ha incontrato suo marito ungherese, Peter Zwack, deceduto nell'agosto del 2012. È stata una nota  giornalista per pubblicazioni prestigiose negli Stati  Uniti, come il New York Times, attivita’ che ha abbandonato quando il marito e’ diventato ambasciatore a Washington. Divide  Il suo tempo si divide tra Bolgheri e Budapest dove la famiglia Zwack produce l’amaro Unicum. Ha due figli e due nipoti, sette cani e un pappagallo.

 

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