Allegrini
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Marilisa Allegrini dopo aver raggiunto ogni traguardo in Valpolicella ci racconta il sogno Bolgheri

AllegriniLa storia di Poggio al Tesoro l’ha tracciata il fratello Walter, prematuramente scomparso, e oggi è lei Marilisa, la Lady Wine della famiglia Allegrini. Delicata ma decisa come l’immagine che ci regala in questi scatti.  Fa senz’altro piacere che siano sempre più le donne, le figure che si celano dietro ai miracolosi vigneti della Doc Bolgheri e alla loro fortuna imprenditoriale. Appena conclusi dieci anni da quando Walter volle scommettere sul territorio, un territorio già consacrato e consegnato all’epopea vitivinicola, si cominciano a raccogliere i primi frutti, oggi che piombano come fulmini a ciel sereno grandi riconoscimenti, auspicati sì ma mai dati per scontati. Quella che fino ad oggi è una  superficie di circa 70 ettari, di cui 50 sono impiantati a vigneto tutti inglobati nella ricca campagna bolgherese. Sondraia infatti ha conquistato un posto nella top 100 di Wine Spectator e a Vinitaly  verrà presentato un libro che raccoglie i segreti di una delle famiglie più “rosso uva” del panorama italiano. 

Allegrini e Bolgheri, quando e come è iniziato il legame?  Alla fine degli anni novanta, come famiglia Allegrini, abbiamo realizzato il desiderio di “fare vino” in Toscana, terra da sempre conosciuta nel mondo per la sua grande vocazione viticola ed enologica. E cosi’ che dopo un lungo “girovagare” il 15 ottobre 2001 siamo arrivati a Bolgheri.

La vostra tradizione familiare e vitivinicola ha radici lontane… Come famiglia siamo  protagonisti della storia della Valpolicella fin dal XVI secolo e, da allora, ci siamo impegnati a tramandare la cultura della vite e del vino. Documenti storici attestano che gli Allegrini ricoprivano gia’ da quel tempo un ruolo preminente nella comunita’ locale e risultavano essere tra le piu’ importanti famiglie di proprietari terrieri, vocati per natura alla valorizzazione della tradizione contadina e del lavoro agricolo. Oggi la famiglia puo’ contare oltre che sulla sottoscritta, su mio fratello Franco responsabile del settore enologico, su mia figlia Caterina e mia nipote Silvia.

 

Chi ha scelto questo investimento? Riconosco a mio fratello Walter, che e’ purtroppo mancato nell’estate del 2003, proprio nella sua tanto voluta Toscana, un ruolo fondamentale nella scelta del territorio di Bolgheri. Walter era il responsabile

agronomico della nostra famiglia e fu da subito entusiasta della “luce” di Bolgheri. …Sento che da lassu’ ci e’ sempre vicino in questa grande avventura e non ci fa mai mancare il suo supporto.

Perchè il vino e com’è iniziata l’avventura? Il vino e prima ancora la vite, sono elementi prioritari da cui non si puo’ prescindere e che richiedono tutto il nostro amore, appartengono da generazioni alla cultura della nostra famiglia. …o forse sarebbe piu’ corretto dire che gli Allegrini appartengono a loro!

2001-2011 un bel traguardo… la crescita è pari alle aspettative? … E gia’… sono passati 10 anni da quel momento, dieci anni pieni di sacrificio, di dedizione, di amore, ripagati pero’ da emozioni che Bolgheri e i suoi terreni ci hanno donato. Sono davvero felice di averla scelta! Sinteticamente, sono e siamo come famiglia stati ripagati oltre le nostre aspettative. Da un punto di vista della qualita’ del vino siamo molto soddisfatti di  quello che fino ad oggi abbiamo ottenuto, anche se ovviamente

l’asticella va posizionata sempre piu’ in alto. Ritengo invece che ci sia  molto da lavorare per quanto riguarda la “comunicazione” di Bolgheri come  territorio viticolo. 

Ovvero? Pensando a voce alta, nel concreto, sarebbe magari opportuno invitare giornalisti del settore a visitare le aziende partendo dai vigneti, per poi passare attraverso il lavoro in cantina e solo in ultimo all’assaggio dei vini; cercando in questa ultima fase di far emergere  la crescita qualitativa e le evoluzioni dei medesimi nel tempo. Non credo ci sia strada migliore per trasmettere emozioni, diversa da quella di  passeggiare per i vigneti e inspirare i profumi dei mosti. Se si tratta di  aziende non di grosse dimensioni, per esempio, le visite potrebbero raggruppare 2 o 3  aziende, giusto per ottimizzare i tempi. Un po’ alla volta dovrebbero essere passate tutte, dalle grandi alle piccole,  perché soprattutto quest’ultime darebbero dimostrazione dell’elevato livello raggiunto.

Spesso si parla di aziende piccole e nuove che hanno “contaminato” eccessivamente il territorio bolgherese? Voi come vi collocate rispetto a queste dichiarazioni… Se mi e’ consentito vorrei dissociarmi da queste divisioni tra piccole e grandi, tra vecchi e nuovi… in questo grande teatro che e’ Bolgheri tutti gli attori hanno il dovere di recitare al meglio il proprio ruolo nel rispetto e nell’interesse comune. Se lavoriamo bene e se siamo coesi ne trarremo tutti dei benefici. Nello specifico solo il 15% del nostro venduto  è destinato al mercato italiano e di questa percentuale, una parte molto più  contenuta, è riconducibile al comprensorio di Bolgheri e dintorni. Come molte aziende italiane in questo momento, abbiamo trovato il nostro “sfogo”  all’estero. Abbiamo una distribuzione che insiste su oltre 40 mercati esteri  e dove è stato possibile abbiamo creato una stabile organizzazione nei singoli paesi. A nostro modo cerchiamo di essere ambasciatori di Bolgheri nel mondo e quindi non ci sentiamo contaminatori!

Sono ottimi i risultati ottenuti recentemente e per le scommesse future ? Sì, proprio negli ultimi giorni del 2011 il nostro Bolgheri rosso “Sondraia” annata 2008 e’ stato selezionato nella “top 100 2011” di Wine Spectator. In questa classifica e’ risultato essere l’unico dei vini di Bolgheri presenti e pensiamo, con questo piccolo risultato raggiunto, di aver contribuito a confermare il peso del territorio nel panorama enologico mondiale. Non seconda a questo riconoscimento e’ stata la 25° posizione del cabernet franc in purezza, “Dedicato a Walter” annata 2007, nella classifica dei “top 100 cellar selections 2011” di Wine Enthusiast!

Ad uno sguardo critico e attento manca  qualcosa per potenziare il settore e di riflesso il turismo? Qua il discorso si fa molto piu’ complesso anche in relazione al difficile momento storico che l’economia e la finanza mondiale stanno vivendo. Dovremo migliorare la proposta del rapporto qualità-prezzo per quanto riguarda i vini. Anche se  mi rendo conto sia difficilissimo riuscire a contenere i costi considerando il  “peso” della burocrazia italiana. Poi ognuno deve fare la propria parte a partire proprio dalle istituzioni in senso lato. Alcuni giorni fa ho sentito un “collega bolgherese” parlare di tempi biblici, come sette anni per costruire una cantina! Da non crederci… Per quanto riguarda lo sviluppo del turismo locale senz’altro andrebbero potenziati e snelliti i servizi. Una provocazione:  lei riesce a trovare parcheggio a Bolgheri in estate!!??  E se ci riesce quante centinaia di metri è costretta a percorrere al buio prima di arrivare al borgo!!??

Pensa mai alle prospettive future su quello che un tempo era considerato l’Eldorado del vino? Credo da sempre nel lavoro. Mi ripeto… se continueremo, come Doc Bolgheri, a lavorare con serieta’ e dedizione nessun risultato ci sara’ precluso in partenza. Il territorio di Bolgheri ci permette una qualità del prodotto  vino sopra la media italiana e mondiale. Per diffondere al meglio il brand  Bolgheri tutte le bottiglie di vino dovrebbero poter riportare che provengono da questa zona. Purtroppo in Italia spesso siamo dei maghi a complicarci la vita…

Vinitaly vi aspetta, quali sono le sorprese che avete in serbo? Per noi “veronesi” il Vinitaly e’ da sempre una vetrina importante. Due anni fa abbiamo presentato la campagna “Thank you, driver” che prevedeva  una bottiglia omaggio al cliente che al ristorante si impegnava a non bere e  a riaccompagnare a casa, incolumi, gli amici. Ancora  lo scorso anno abbiamo celebrato  i 60 anni dell’Amarone Allegrini “Amar’One”. A wine like no one” e quest’anno, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che coincidevano anche con l’anniversario di acquisizione del vigneto La Grola in Valpolicella abbiamo realizzato per questo vino una nuova etichetta celebrativa che riuniva le  due ricorrenze. Sicuramente quest’anno ci inventeremo qualcosa per il  decennale di Poggio al Tesoro. Stiamo realizzando una pubblicazione per esempio. Lo stand Allegrini al Vinitaly è meta di molti visitatori e i vini storici godono di un grande appeal anche se sono felicissima della conoscenza che stanno acquisendo Poggio al Tesoro a Bolgheri e l’altra azienda toscana, San Polo a Montalcino.

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…