Vacca Rosssa
Vacca Rosssa

Da Milano alla collina toscana,  dove Paola Vincenzi ha deciso di cambiare vita e ora alleva vacche rosse…

Vacca RosssaE’ fuggita dallo smog e dal caos di Milano per ricrearsi una vita en plein air, nel cuore della collina Toscana. Paola Vincenzi, ex veterinaria con la specializzazione piccoli animali, fino al 2003. Oggi allevatrice in quel fazzoletto di terra che quasi tocca il cielo in provincia di Pisa. Prima la prova in doppia attività: durante la settimana di turno in ambulatorio ed al canile di Segrate, di cui era direttore sanitario, e i fine settimana in azienda. Ma poi il lavoro- hobby di campagna l’ha assorbita totalmente. Così la scelta. La scelta di seguire una passione familiare incominciata segnata dal padre. E la curiosità più grande il fatto che alleva vacche rosse, tipiche emiliane, in terreno rosso toscano. La similitudine forse arriva solo dai colori.
Una storia da narrativa la vostra, perchè Guardistallo?
Mio padre ha accompagnato un amico svizzero nel 1988/1989, non ricordo bene, che voleva investire in Toscana. Ma non era interessato alla Fattoria, attualmente Ricrio, e allora, con un filo di incoscienza, fu mio padre a firmare il compromesso. Un legame familiare comunque perchè mio nonno Giovanni era di Livorno, un giocatore di calcio, terzino in serie A. Mio padre mi ha trasmesso la passione per la terra d’origine.
Come avete deciso l’ investimento così importante?
La proprietà era decadente, 16 casali la cui maggior parte ruderi. Solo Villa Ricrio era abitabile anche se da ristrutturare. All’inizio c’era addirittura in progetto un campo da golf da 18 buche abbandonato dopo un paio d’anni vista la scarsità di acqua in zona. Abbiamo iniziato ai primi anni ‘90 ed ora siamo quasi alla fine: un totale di 10 casali che vengono in parte utilizzati a fini agrituristici ed in parte come case vacanze indipendenti.
Voi siete milanesi di orgine, facevate altro prima?
Io ho studiato medicina veterinaria a Milano ed ho avuto la mia attività insieme a due colleghi fino al 2003. In quegli anni la salute del babbo ha cominciato a dare problemi e prima di un pericoloso intervento a cuore aperto, noi tre figli ci siamo impegnati ognuno a seguire qualcosa del lavoro di famiglia. E visto che io di petrolio e conti non capisco nulla, eccomi qua. Per i primi anni ho fatto la doppia attività ma le assenze nei momenti in cui i pazienti avevano bisogno di me erano troppo problematiche.
In un luogo dove tutti producono vino voi avete scelto l’allevamento? Perchè?
La serietà mi ha portato a scegliere l’attività agricola. Nel 2003 ho conosciuto Gaetano, stesse passioni: caccia, cani, animali, vista all’aperto ed eccoci iniziare insieme questa avventura. Era il 2006 quando abbiamo acquistato le prime fattrici di questa fatidica e discussa “cinta senese”, trasportate da me e Vasco, uno dei fattori, in jeep…non sapevamo nulla di regole e leggi sul trasporto animale. Così sono arrivate Giulia, Roberta e Diego ed è partito l’allevamento della cinta: i primi parti, le prime soddisfazioni, gli errori fino ad arrivare ad oggi dove abbiamo finalmente un prodotto di tutto rispetto…
E’ molto curioso il fatto che producete vacca rossa, importata dall’Emilia?
Gaetano era commerciante di parmigiano reggiano e si girava per allevamenti a trattare con gli agricoltori i prezzi del latte e del formaggio, ma vedevamo sempre questi vitellini, per lo più, come d’abitudine, chiusi in gabbiette e si pensava: pensa che bello averli liberi intorno a casa! Ed ecco che capitati in un allevamento di reggiane per trattare il parmigiano di vacca rossa, ci siamo innamorati dei vitellini: ci hanno detto che i maschi sono destinati al macello in tenera età e solo le femmine vengono allevate per la produzione del latte, e abbiamo cominciato a chiedere il prezzo. Nel 2008 sono giunti a Guardistallo i primi 2 vitellini di 4 mesi di reggiana, bellissimi, si chiamavano 7 e 9, dall’ultimo numero dell’auricolare.
vacca rossa 2Qua siete proprietari di molti ettari, diverse ville che affittate in estate, struttura alberghiera, ristorante ma anche la vocazione dei cavalli… ci parlate anche di questo?
Gaetano ha sempre avuto la passione per i cavalli, qui era un peccato non averne e visitando, quasi per scherzo, l’allevamento di Oliviero Toscani due anni fa ci siamo innamorati di una Quarter, Diva, e dopo un paio di mesi era a casa. Ma si sentiva sola. ed ecco arrivare la Holly a farle compagnia. Poi anche il corso di monta naturale, metodo Pat Parelli, che Gaetano ha seguito a Parma, la sua passione per montare a pelo e senza morso. Attualmente sono stati due i corsi di doma naturale organizzati alla locanda ed un week end dedicato agli amanti delle passeggiate a cavallo. Grazie ad una organizzazione del posto i cavalieri possono venire anche senza cavallo, i cavalli sono consegnati ed assegnati dalla guida la mattina stabilità e partono le passeggiate con tappe a famosi borghi come Bolgheri e Querceto, visite ai paesini, pranzo in trattorie tipiche, visite a cantine e poi ancora cavallo per far sempre tappa alla sera in locanda per una cena davanti al camino.
Dove proiettate l’impegno maggiore per il futuro insomma?
Vogliamo ampliare il lavoro con i cavalli, magari con lo slogan “ in vacanza con il tuo cavallo”, promuovere vacanze in bici con guida. In questo senso abbiamo già fatto un raduno di appassionati di bici in dicembre con espositori famosi come Cannondale e BMC e vorremmo in futuro lanciare soggiorni dando la possibilità di itinerari, guide professioniste, percorsi con tappe culturali ed enogastronomiche.

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…