Clooney e Amal brindano con Ornellaia

Clooney e Amal brindano con OrnellaiaSi allunga la lista delle star internazionali che scelgono i vini di Bolgheri. E anche al matrimonio dell’anno, quello dell’attore George Clooney e dell’avvocatessa araba Amal Alamuddin celebratosi a Venezia lo scorso 29 settembre, la scelta è caduta sul rosso di una delle case più prestigiose al mondo, quella firmato da Tenuta dell’Ornellaia. Una cena da favola dove, tra l’altro, non si sono versate, come da aspettativa,  le bottiglie più blasonate come Masseto, re Merlot in purezza dell’azienda o Ornellaia, portabandiera del bordolese in terra toscana, tra i primi vini al mondo accanto al “cugino” Sassicaia ma, bensì,  Le Serre Nuove 2011, secondo vino superiore dell’azienda, un blend sapiente di Merlot, Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Petit verdot. A renderlo noto è il celebre mensile tedesco Bunte, in un particolareggiato reportage raccontato dalla penna di Georg Seitz: “Durante la cena del matrimonio è stato versato, a profusione , dell’ottimo ‘Le Serre Nuove dell’Ornellaia 2011’ della grande Ornellaia”. E non si limita a questo ma sottolinea come il vino dell’azienda toscana, di cui Frescobaldi detiene le maggiori quote (con Mondavi e Spigroup),

batta anche l’agguerrita concorrenza dei migliori Château francesi: “altro cheMouton Rotschild”. Una scia di notorietà internazionale che non lascia niente al caso. Sono infatti molteplici gli articoli che tessono le lodi dell’oro rosso bolgherese. Dal Wall street Journal, il noto giornale finanziario, dove si attesta il “gusto periodo di maturità” per Ornellaia 2000, degustandolo per un periodo lungo 14 anni, attraverso l’analisi di Letti Teague, nota esperta di vini che dice: “Secondo alcuni grandi critici, il periodo di maturità del vino Ornellaia 2000 è tra il 2007 e il 2015. 14 anni, allora, sono abbastanza? Ho preso la bottiglia e l’ho portata al mio locale preferito, ne ho versato un bicchiere per il cuoco e proprietario, che conosce molto bene i vini italiani. Eravamo d’accordo sul fatto che l’Ornellaia fosse squisito, leggero e piacevole”. E ancora  la televisione americana col canale televisivo all news Fox News Channel che ha scomodato addirittura David Duncan, il CEO della mitica azienda vinicola Silver Oak della Napa Valley, per tessere le lodi dei Supertuscan: “Uno dei vini italiani da ultimo desiderio di un condannato a morte è assolutamente il Masseto. E non m’interessa se ci sono gli snob che non ne vogliono sentir parlare solo perché può costare anche 500 dollari a bottiglia”. E mentre il mondo parla del super bolgherese, dai tratti glamour, l’azienda si prepara a partire con la realizzazione della nuova cantina di Masseto, un progetto da favola per un investimento milionario. Insomma in fatto di eccellenze la storica azienda non si fa mancare proprio niente.  Divina Vitale