Geddes
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Incontro con l’amministratore delegato di Ornellaia Giovanni Geddes da Filicaia. Le mie passioni… 

GeddesE’ approdato in Tenuta dell’Ornellaia il primo dicembre del 1999 con l’entrata di Mondavi, quando ancora Lodovico Antinori era presidente. Da allora Giovanni Geddes da Filicaia non se n’è più andato divenendone amministratore delegato. Fiorentino, fiero delle sue origini ma con una parte di origine scozzese, grazie al trisnonno, di cui si compiace. Arrivava dall’esperienza accanto a Piero Antinori, sempre come amministratore d’azienda, per un decennio, dall’83 al ‘94. Una collaborazione importante e significativa che gli ha aperto le porte alla tenuta bolgherese, di proprietà, all’epoca, del fratello Lodovico, geniale inventore di vini che oggi “fameggiano” in tutto il mondo: Ornellaia e Masseto. Poi Mondavi acquisì la maggioranza dell’azienda, erano i primi anni del 2002; Ludovico, nel frattempo, aveva già costituito la Tenuta del Biserno e il passaggio  fu definitivo. Di seguito l’acquisizione da parte del gruppo Marchesi Frescobaldi che tutt’oggi ne detiene la maggioranza. “Una crescita enorme quella di Bolgheri e del comune negli ultimi anni – afferma Geddes – e dovuta, in grandissima parte, se non quasi nella totalità, al vino.

L’arrivo ad Ornellaia…Nell’89 frequentavo già la zona ed Ornellaia, avevo diversi collaboratori che ci lavoravano. Ero qua fin da ragazzino e col passare degli anni mi sono reso perfettamente cosciente del potenziale di un vino come Ornellaia, sempre impiantato con il massimo della qualità. La base di partenza di Lodovico era molto solida, noi abbiamo portato un riassetto dell’organizzazione, con potenziamento della comunicazione, una finanza molto corretta ed attenta e così siamo cresciuti ancor più. Antinori già lavorava nel mondo e ancora oggi Austria, Svizzera e Germania sono mercati importantissimi. Poi abbiamo amplificato l’Italia con i Frescobaldi già dal 2003.

Com’è cambiato il territorio di riflesso alla notorietà data dal vino?Ci sono tre grandi realtà nel luogo come immagine e dimensione: Sassicaia, Antinori-Guado al Tasso ed Ornellaia.  Il territorio ha avuto una storia differente però rispetto a Montalcino, dov’è predominante il nome Brunello e poi vengono i nomi delle aziende. Qua sono i marchi delle aziende che hanno dato impulso ed identità la zona, anche la denominazione è arrivata nel ’94 e le aziende c’erano già: Ornellaia ha datata la prima vendemmia commerciale nell’’85. Si sta costruendo pian piano anche il brand del territorio.

Ora è nato anche un Maxi Consorzio toscano?Si tratta di un super Consorzio che comprende tutte le denominazioni della Toscana. E’ stato creato per ragioni lobbystico-politiche, cioè per avere più forza nei confronti degli enti locali e della Regione, per una voce unica. Nessuna volontà di fare promozione, perché queste si sviluppano all’interno di ciascuna azienda, singolarmente.

Insomma il vostro è stato uno sviluppo esponenziale?Per noi è dovuto all’aver applicato un prodotto di eccellenza. La logica di qualità assoluta, non solo vino, ma tutto quello che ci ruota intorno: marketing etc… Siamo stati probabilmente gli unici a farlo. Nello staff sono quasi tutti stranieri… un team internazionale molto affiatato. Axel Heinz, agronomo ed enologo partecipa a tutte le riunioni strategiche, non esiste più la settorialità, tutti devono sapere e partecipare a tutto, condivisione completa.

Poi c’è stata la separazione di Ornellaia e Masseto? Una scelta di marketing?Accanto alle attività che promuoviamo, si, c’è stata la separazione di Masseto da Ornellaia, che si è tradotto in maggiori possibilità per Ornellaia, che, alla fine è la nave ammiraglia di tutti i prodotti dell’azienda. Da un punto di vista strategico della produzione sono completamente diversi: Masseto viene da un vigneto singolo ed è solo quello, invece Ornellaia ha il taglio bordolese unico nel territorio.  Masseto non ha nessuna relazione con l’azienda come etichetta, bottiglia etc… Da 15 anni a questa parte non li abbiamo più presentati insieme alle degustazioni, poi abbiamo deciso di dividere la distribuzione, dal 2006 e poi nel 2009 abbiamo tolto Masseto a tutti i paesi con eccezione di Italia, Stati Uniti e Canada, lasciando due piccole allocazioni in Svizzera e Germania. Tutto il resto è andato ai venditori della place du Bourgogne (i più prestigiosi al mondo) che hanno allargato notevolmente la domanda, incrementando ancora il valore di Masseto, in oltre 40 paesi nel mondo. Masseto è diventato un must assoluto, un’operazione non scontata perché Masseto era concepito come vino da preservare e da vendere agli amici, clienti dei distributori, invece adesso ha conquistato una bella fetta di mercato. La quota di Masseto, per esempio, in Asia è molto superiore rispetto ad Ornellaia. Era un percorso necessario perché nessuno dei due prodotti vivesse nell’ombra dell’altro.

Per concludere, la Cantina in arrivo… Spero che con maggio si cominci a scavare. L’ultimo tassello importantissimo di vera separazione. Un investimento di 6-7 milioni di euro, il progetto è dello studio ZitoMori, che unisce un architetto campano e uno giapponese. Alex Belson, storica figura aziendale,  si occuperà del commerciale esclusivo di Masseto. C’è una domanda enorme per esempio in Inghilterra, perché esportano in tutto il mondo, inoltre la ristorazione negli ultimi dieci anni è cresciuta molto. Dal canto nostro, con Frescobaldi abbiamo aperto un ristorante di altissima qualità.

Le tappe più significative in tutti questi anni…Il 2010 con i 25 anni dell’azienda. Un’altra operazione importante è stata nel 2006 quando siamo partiti col progetto di Vendemmia d’artista.

Ce ne parla?Tutto parte dal vino e dal carattere che gli attribuiamo alla vendemmia, poi col curatore cerchiamo l’artista. La prima edizione nel 2006 fu l’Esuberanza. Oltre alle etichette in azienda sono approdate le opere degli artisti coinvolti, trasformando la cantina in un museo.

Cosa rappresenta Tenuta dell’Ornellaia non solo per Bolgheri e la Toscana ma per l’Italia… Una delle grandi e maggiori eccellenze del vino nel mondo. Una pietra miliare.

Ha qualche suggerimento per il comune di Castagneto Carducci in merito a promozione turistica? Sono stati fatti passi da gigante ma manca una capacità ricettiva di alta qualità, mancano alberghi e quelli che ci sono purtroppo sono inseriti in un contesto balneare di livello medio. Bisognerebbe inoltre concentrarsi sull’allungamento della stagione, offrire servizi per tutto l’anno, proprio anche in considerazione delle grandi aziende presenti sul territorio. Se uno guarda Napa Valley, per riflesso, in 20 anni è diventata la seconda destinazione turistica degli Stati Uniti, ha fatto passi da giganti. Mondavi è stato il primo ambasciatore assoluto del vino in quella zona e l’immagine del vino americano:  anche se come paese esportano pochissimo, visto che al loro interno hanno un mercato ricchissimo e vastissimo e non gli conviene, vendono a 6-700 dollari la bottiglia e fuori sarebbe molto difficile mantenere questi standard di prezzi.

Ha un posto del cuore?Firenze, la mia casa in campagna, sopra San Sepolcro. Nel mondo adoro Londra e Parigi, quest’ultima la preferisco è splendida, nonostante forse stia perdendo un po’ di turismo dopo i recenti attacchi dell’Isis.

Una confessione… il vino che preferisce… fuori da Bolgheri? Pinot Nero dell’Oregon e dello Stato di Washington con profumi unici, me li faccio spedire perché non si trovano sennò…