Una nuova cantina,  per l’azienda agricola Fornacelle di Bolgheri, di Stefano Billi e Silvia Mencagli. In attesa della inaugurazione ufficiale che avverrà nella primavera del 2019, c’è stata un’anteprima con la presentazione della nuova barricaia, dove è presente l’istallazione artistica di Franco Menicagli.

Artista originario di queste terre che vive tra Prato e Donoratico (LI), la sua ricerca attraversa in maniera trasversale le varie discipline artistiche: dall’installazione alla performance, dalla scultura al video. I suoi lavori denotano un carattere di essenzialità precaria che si manifesta anche nell’uso di materiali poveri o di recupero, tra cui legno, nastro adesivo, gesso e fascette di plastica. La sua opera scultorea ed installativa dimostra l’intenzione di costituirsi in modo effimero, contrapponendosi ironicamente ai materiali ed alle tecniche tradizionali della scultura. Un connubio tra vino e arte, tra Fornacelle e Franco Menicagli, che si rinnova costantemente. L’artista infatti è l’artefice dei disegni riprodotti sulle etichette dei vini Bolgheri Superiore, Foglio38 e Fornacelle Toscana.

barricaia Fornacelle

“Nell’attesa dell’inaugurazione della cantina – spiegano Stefano Billi e la Menicagli –  prevista per la primavera 2019, abbiamo voluto fare un’anteprima culturale presentando l’installazione che Franco ha realizzato espressamente per la nostra barricaia. Il sodalizio con Franco nasce nel 2004 con la realizzazione dell’etichetta del nostro Cabernet franc in purezza Foglio38, prima etichetta artistica di Bolgheri.”  Stefano e Silvia Billi, proprietari dell’azienda dal 1998, portano avanti con passione quella che è sempre stata la filosofia: una famiglia che coltiva queste terre da quattro generazioni, un’attenta e personale gestione della vigna e della cantina, in ogni fase della vinificazione, che consente di ottenere ogni anno vini territoriali ed eleganti.

 

Articolo precedenteIL DON CHISCIOTTE DELL’ARTE
Articolo successivoLO SCRIO DE LE MACCHIOLE SUL TETTO DEL MONDO
Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…