Albiera Antinori è il nuovo presidente della Doc Bolgheri. L’elezione è avvenuta lunedì 7 ottobre alla sede del Consorzio. Si tratta del primo Consorzio toscano del vino a vantare un trio al femminile nelle alte cariche, a cui si aggiungono ancora tre consiglieri donna per un totale di sei su 11. Albiera subentra a Federico Zileri dal Verme che aveva coperto due mandati in qualità di presidente. Una nuova partenza quindi per Albiera Antinori, anche a capo della Marchesi Antinori, che guida una Doc molto importante e che ha appena festeggiato i 25  anni dalla sua costituzione con un evento unico sul viale dei Cipressi. Albiera è molto legata al territorio, la sua famiglia infatti è stata tra le prime a produrre vino a Bolgheri. In principio fu proprio il loro rosato, poi la collaborazione con i parenti e l’avvio della commercializzazione di Sassicaia. Poi arrivò lo zio Lodovico che creò Ornellaia e il padre Piero con Guado al Tasso. “Sono molto contenta di questa elezione e abbiamo tanto lavoro da fare. Dalla promozione, alla sempre più totale affermazione della qualità della nostra Denominazione nel mondo. Un percorso già intrapreso in qualità di presidenti da Nicolò Incisa prima e Federico Zileri dopo. – ha dichiarato la neo eletta”. Poi ci sono Priscilla Incisa della Rocchetta di Tenuta San Guido, diretta discendente della famiglia che ha inventato Sassicaia e quindi la storia fortunata del bordoloese toscano e Cinzia Merli de Le Macchiole, il marito Eugenio Campolmi, l’unico autoctono a scomettere sul territorio e ad inventare la purezza intesa come monovarietale. Tutte e due elette come vice presidenti. E ancora Martina Chiappini dell’azienda agricola Giovanni Chiappini, Silvia Menicagli per Fornacelle, Marilisa Allegrini di Poggio al Tesoro, Federico Zileri per Castello di Bolgheri, Fabio Motta dell’omonima azienda, Giovanni Geddes per Ornellaia, Michele Satta e Stefano Granata de I Luoghi. “La nostra elezione manifesta un altro indice di innovazione per Bolgheri e il suo Consorzio. Una Doc giovane, aperta ai cambiamenti, flessibile. Mi sento uno “strumento” di passaggio al servizio dei vini dei produttori”.Tra gli impegni subito in calendario c’e la Wine Experience a New York con Sassicaia che trionfa, ancora, come primo vino nella Top Hundred. Inoltre ci sarà un seminario dedicato ai bolgheresi che vedrà protagonisti Guado al Tasso, Ornellaia, Argentiera e Paleo. “Un altro grande traguardo -ha aggiunto – dato da un percorso svolto con tanta attenzione dai miei predecessori: la  famiglia Incisa e da Zileri come presidente. Il mio ringraziamento è personale, familiare ed aziendale. Come molti sanno siamo stati fra i primi a perseguire la strada della viticoltura di qualità. Anche se Guado al tasso è arrivato dopo, siamo sempre stati presenti nel territorio contribuendo alla sua crescita”. “Siamoconclude – un bell’esempio di successo del Made in Tuscany. Artigianato con intelletto e produzione di massima qualità”. Bolgheri ha una storia considerata piuttosto recente nel mondo vitivinicolo toscano ma si è sviluppata molto velocemente se si considera che da 7 soci fondatori si è passati a 56, rappresentando oltre il 95% di tutti i vigneti del territorio, passati dai circa 190 ettari del 1994 ai 1370 ettari attuali. La crescita più importante tuttavia non è stata quella quantitativa in termini numerici, ma quella della qualità e del successo che i vini hanno raggiunto col passare di ogni anno in Italia e nel mondo. Ormai Sassicaia è un vino simbolo nel mondo e con lui tanti altri vini che fanno capo alla denominazione come Masseto e Paleo, solo per citarne alcuni.