Noemi
Noemi

Noemi, la rossa …

NoemiAppena scesa dal palco di Milo, Veronica Scopelliti, in arte Noemi, non nasconde l’emozione del duetto con uno dei suoi artisti preferiti. “Cantare “La cura” con Franco Battiato è stata una delle esperienze più emozionanti della mia carriera. Sono una sua grande fan, adoro i suoi testi per la loro dimensione ascetica e spirituale. Il suo punto di vista è come quello di un alieno sulla terra in osservazione delle cose umane”. E una “cura musicale” è invece quella che ha trovato trasferendosi a Londra, dove è tornata a fare musica priva di stereotipi, senza timori. “Mi piace perché è un città in cui la personalità è d’obbligo – racconta – c’è più sensibilità verso l’innovazione, più coraggio nell’intraprendere nuovi percorsi musicali e soprattutto sono banditi i fifoni!”. E mentre è impegnata nella registrazione del nuovo disco ha fatto un salto a Bolgheri Melody in beneficenza per la Fondazione Arpa di Pisa. Sul palco con lei Andrea Bocelli.
Una fuga ponderata… quella verso la capitale britannica “Credo fermamente che se uno riesce in Italia, possa farcela ovunque. Non voglio denigrare il panorama musicale italiano, che ha l’onore di resistere, nonostante tutto. Però la giungla che si è obbligati ad attraversare mi sembra molto più fitta di quella inglese. Londra, al contrario, è una ventata di energia e giovinezza e la musica oggi ha bisogno di questo.
A questo proposito se dovesse mettere allo specchio Roma e Londra

Roma è la città più bella al mondo e la amo con tutto il cuore ma purtroppo, va detto che la musica non abita più lì. E’ un vero peccato… Se ripenso ai tempi d’oro di Ennio Morricone divento rabbiosa. Siamo riusciti a distruggere non solo un impero musicale ma anche cinematografico.
Si va avanti nonostante le grosse difficoltà che sta incontrando il mercato discografico …
Eppur si muove! Un periodo durissimo dove i soldi per le produzioni di nuovi artisti e progetti meno pop sono ridotti all’osso. Siamo in una terra di mezzo, tra analogico e internet, ma sono sicura che appena supereremo questo oceano di caos la musica riconquisterà il suo ruolo. Nel frattempo è importante non farsi prendere dal panico e, in contrapposizione dare vita a progetti più ambiziosi. Questo, almeno, è il mio proposito.
Il talent, prodotto televisivo che l’ha lanciata, pare l’unico mezzo per sfornare nuovi talenti? Anche se poi si passa necessariamente dal “buon vecchio Sanremo”…
Personalmente è stata un’esperienza divertente. C’è da dire che sono stata fortunata a partecipare alla seconda edizione dove il clima non era ancora così edulcorato. Eh sì, chi partecipa ai talent poi si presenta a Sanremo, quindi non è affatto sorpassato anzi più vivo che mai…
E come coach a The Voice?
Una bella esperienza, e tanta empatia con la mia squadra. Spero che come format possa aiutare le voci nuove ad emergere, soprattutto quelle italiane.
Arriva in Toscana, a cui la stringe un legame particolare…
E’ nel mio cuore. I miei musicisti sono toscani e il primo disco è stato registrato a San Gimignano. Credo che l’atmosfera antica che la contraddistingue sia d’ispirazione per la musica. E poi, mi piace così tanto la cucina toscana che anche a Londra ho scovato un ristorante toscano!
Noemi 2Quanto ha influito nella sua carriera di musicista la famiglia?
E’ stata fondamentale per mantenere i piedi a terra.
Rosso Noemi, un colore che la caratterizza. C’è un segreto? Non può essere solo scaramanzia…
In realtà i capelli sono sempre stati rossi, ho solo rincarato un po’ la dose (ride, ndr). Diciamo che il rosso mi rappresenta: senza mezze misure, passionale e deciso.
Perché la scelta del nome Noemi?
Era il nome che voleva darmi la mia mamma.
Sta realizzando il nuovo album in questi giorni… può anticiparci qualcosa?
Sarà un disco dai suoni veramente internazionali, un viaggio verso me stessa. Spero che anche gli altri riescano ad apprezzarlo.
Un sogno c’è ancora nel cassetto?
Certo che sì. Sentirsi arrivati è l’inizio della fine. Mi fate così noiosa?

Noemi e Bolgheri News

 

 

La mia famiglia mi è sempre stata accanto. E’ stata fondamentale nel percorso che ho intrapreso. Mi ha aiutato a mantenere i piedi ben ancorati a terra 

 

Articolo precedenteVOLEVO FARE IL MARINAIO
Articolo successivoIL MATRIMONIO EBRAICO A LIVORNO
Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…