Una due giorni di eventi, che culminerà nella cena, una prima assoluta, lungo il viale dei Cipressi, il 31 agosto, con oltre 500 invitati, per festeggiare i 25 anni dalla Costituzione del Consorzio Doc Bolgheri. La stesso nasce il 14 dicembre 1995, tra i soci fondatori ci sono il Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, Rosa Gasser, Eugenio Campolmi, Enio Frollani, Michele Satta, Federico Pavoletti e Pier Mario Meletti Cavallari. Ma c’erano anche Piero e Lodovico Antinori,  già attivi sul territorio. Il Consorzio adotta per simbolo il Viale dei Cipressi che unisce Bolgheri a San Guido. I sei chilometri di rettilineo, monumento nazionali di quasi tremila piante, furono ideati da Guidalberto della Gherardesca nella seconda metà dell’800 e vennero resi famosi dalle poesie di Giosuè Carducci.

Alle 11 del 31 agosto si terrà al teatro Roma di Castagneto Carducci uno Story telling con protagonisti tutti i produttori e poi la cena firmata dai fratelli Zazzeri, Daniele ed Andrea. Il catering sarà a cura di Guido Guidi coordinato da Scaramuzzi Eventi.

Domenica primo settembre saranno organizzate visite e degustazioni presso le cantine consorziate alla presenza dei produttori. L’ultimo cambiamento, all’interno della Doc, c’è stato poco tempo fa con il nulla osta alla richiesta avanzata proprio dal Consorzio per l’aumento di massimo 190 ettari (120 a rosso e 70 a bianco), per le aziende già iscritte e che rispettano i canoni richiesti. La storia del vino del fenomeno Bolgheri inizia nel 1944 quando Mario  Incisa della Rocchetta piantò il primo vigneto (oggi il più storico di Sassicaia) a barbatelle bordolesi, a Castiglioncello di Bolgheri, ormai diventata una vigna di culto sul colle spettacolare che domina la piana. Una zona in cui nessuno credeva e che oggi costituisce una denominazione a sé stante: Bolgheri Sassicaia appunto. Riconosciuta la Bolgheri Doc nel 1983, nel 1994 nasceva il Consorzio di tutela, con sette soci fondatori e 280 ettari coltivati. Oggi i soci sono 45 con 1.319 ettari, 1.163 a denominazione di origine e gli altri dedicati all’Igt Toscana, con una produzione passata negli anni da 27.800 a 42.800 ettolitri e un volume di vendite e di fatturato in costante aumento. La storia inizia con Mario Incisa della Rocchetta che impianta il primo vigneto di Cabernet a Castiglioncello di Bolgheri, nel 1944. La prima bottiglia di Bolgheri Sassicaia, con la stessa etichetta che conosciamo oggi, esce nel 1968 (al tempo era vino da tavola). La DOC per il vino rosso arriva solo nel 1994 e disciplina i Bolgheri Superiore ed il Bolgheri Sassicaia, come primo esempio di “cru” italiano. Tanti anni ci sono voluti perché si capisse che le originali intuizioni del Marchese Incisa avevano creato un fenomeno particolare per la storia del vino italiano: quel fenomeno che rende i vini bolgheresi, vini di piena e grande espressione di “terroir”, i vini profondamente legati al suolo ed al clima del territorio da cui provengono. Vini di carattere e razza originale e personale, i più famosi dei quali derivano da un perfetto adattamento dei vitigni usati al clima di Bolgheri, l’espressione mediterranea di Cabernet e Merlot. La vocazione ai grandi vini si esprime, però, anche con l’autoctono Vermentino, molto diffuso nella zona. Bolgheri Sassicaia tra i più grandi vini del mondo, ma non solo. Già dalla fine degli anni ’80 altri produttori, anch’essi oggi famosi, si affiancano al “mito” per dimostrare che “grande” è l’intero territorio e non solo il singolo vino.