Un viaggio a Bordeaux vale sempre la pena. Soprattutto se provieni da un territorio che ha fatto del modello bordolese la propria idea principale di produzione. Negli areali vitivinicoli toscani Bolgheri forse è vista un pò con sospetto e i fattori di questo atteggiamento diffidente sono plurimi.
Il fatto di non prediligere un vitigno autoctono in primis ma anche lo sviluppo rapido, la fama, la conoscenza e il valore che alcuni vini, tra i primi “fenomeni” nati a Bolgheri, hanno raggiunto a livello mondiale.


Bolgheri sta attraversando una fase molto positiva, datagli anche dai punteggi che hanno raggiunto vini come Sassicaia e Masseto negli ultimi anni, conquistando i primi posti delle classifiche stilati da guru della critica mondiale. Per non parlare del valore acquisito nel mercato del lusso, dalle aste alle collezioni. I vini di Bolgheri sono considerati dei veri e propri investimenti nel tempo. Sassicaia è uno dei vini più ricercati al mondo. Anche perché il profilo è sempre rimasto piuttosto basso e non si è puntato alla denaturizzazione del prodotto aumentando senza logica il numero delle bottiglie.

Chateau Canon

Intima, riservata, e qualitativamente ineccepibile. In questi termini si circoscrive la produzione di questo angolo di Maremma che si è ispirata sicuramente agli Chateaux francesi ma che poi ha preso una propria strada. Molto dignitosa.
Lo dimostra l’accoglienza che oggi gli Chateaux francesi riservano alla produzione nostrana. Scambi alla pari, si direbbe. C’è curiosità, voglia di conoscere ed apprendere. Imparare, perché no, gli uni dagli altri.


C’è stato infatti, negli ultimi anni, un fattore scatenante, un denominatore comune, voluto da entità assolutamente incontrollabili che ha fatto sì, forse, che due pianeti del vino, così lontani, almeno per quanto riguarda i piani economici e il commercio, si siano invece dovuti guardare in faccia. Anche brutalmente. E parlo del cambiamento climatico.
Anche la zona di Bordeaux e quindi le produzioni più blasonate di Saint Emillon, Martillac, Pomerol, Pessac Leognan… hanno dovuto fare i conti con i fattori climatici. E negli ultimi anni si sta investendo molto di più sul Cabernet Franc, per esempio. Un vitigno fino a poco tempo fa, non così comune in tutte le case di produzione.
Infine abbiamo visitato luoghi magici tra questi, alcune foto sono in questa pagina: Château Pétrus e Château Ausone, Château Cheval Blanc, Château Canon. Château Haut Brion, e Château Smith Haut Lafitte.

My Best Vintage tasting:

Chateau Haut Brion 2005, Premier Cru;
Haut Brion Blanc 2014; Chateau Ausone 2016;
Cheval Blanc Grand Cru 2006,
Le Petit Cheval Bordeaux blanc 2016;
Chateau Figeac Premier Cru 2009;
Chateau Lynch Bages 2017, Chateau Haut Smith Lafitte 2016,
Chateau Canon Gran Cru 2002.

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Divina Vitale
Toscana pura, giornalista nel Dna, ho una laurea in lettere moderne conseguita all’università di Firenze. Non ricordo bene quando ho iniziato a scrivere, ma ero parecchio bassa. I colori e i profumi della natura mi hanno sempre ispirato, la mia valigia è piena di parole… e mi concedo spesso licenze poetiche… Poi è arrivato il vino, da passione a professione. A braccetto con la predisposizione e pratica attiva per i viaggi e la cucina internazionale e ancor più italiana… assaggiare ed assaggiare… sempre. E’ giunto il momento di scriverne, con uno spirito critico attento. Da sommelier ho affinato certe tecniche di degustazione ma quello che conta nel vino,come nella vita, è l’anima. Basta scoprirla. E’ bello raccontare chi fa il vino e come lo fa. Perché il vino è un’inclinazione naturale…