Sibilla della gherardesca
Sibilla della gherardesca

Sibilla della Gherardesca, presidente Fai, racconta l’infanzia in libertà. “Oggi manca il rispetto”.

Sibilla della gherardescaSibilla della Gherardesca, sorella di Gaddo e Manfredi, una donna forte, dinamica, senza peli sulla lingua, fiera e toscana. Una della Gherardesca a tutti gli effetti. Ha rilanciato Pitti immagini ed è presidente Fai. Ama rilassarsi nella sua dimora, il Castello di Castagneto Carducci, un luogo ameno appoggiato proprio sopra il borgo storico. Ma non rinuncia a lottare contro le bruttezze di cui il territorio si vanta, perchè serve rispetto e buon gusto, valori ormai perduti. Fiorentina di nascita, fin da piccola si divide tra la città dei Medici e la Maremma che tutta la famiglia porta nel cuore. Straziata dalla morte del figlio, Giuseppe Orlando, quattro anni fa, in un incidente di caccia nella macchia castagnetana, oggi prova a non darsi per vinta e a tornare a sorridere…
Ci racconta la sua infanzia
Da piccola trascorrevo molto tempo sul mare a villa Emilia, la casa dei miei nonni che adoravo e dove ho avuto un’infanzia privilegiata. Eravamo una grande famiglia, a tavola mai meno di dodici, con mia bisnonna, Margherita Ruspoli della Gherardesca, la decana di casa che ci ha lasciati a quasi 101 anni, che aveva incontrato Garibaldi, Pio IX e Buffalo Bill quando venne a Firenze a sfidare con i suoi cowboys i butteri maremmani che vinsero la sfida a cavallo! Poi c’erano il nonno Gaddo e la nonna Emilia con tante amiche sempre ospiti, i miei genitori, i miei zii, noi ragazzi, le tate e gli ospiti del Cantiere Navale. Il Cantiere, dove si facevano delle meravigliose barche da canottaggio, ma che e’ stato poi la rovina di mio nonno.
Era un uomo fantastico, io lo adoravo, spiritoso, un po’ schivo ma divertente, quando raccontava le storie faceva delle facce buffissime, un gran signore, patito della caccia e della pesca, sport che praticava in continuazione. Mio nonno e’ stato il primo in Italia a realizzare i catamarani con Rudy Choy, un architetto hawaiano che lo affiancava e lo stesso Ambrogio Fogar fece il giro del mondo, in solitario, con un catamarano del Cantiere di Donoratico.

I ricordi più belli
La casa era sulla spiaggia e noi vivevamo sul mare, di notte scappavamo dalla finestra quando c’era la luna piena e facevamo il bagno con la fosforescenza. Costruivamo vulcani di sabbia con il fuoco vero dentro, le buche cieche sperando che qualcuno ci cadesse, le piste di sabbia dove ci sfidavamo con le coccole di ginepro, pescavamo i granchi con il pezzetto di carne attaccata al sasso e le arselle con l’arselliera. La sera si tirava la sciabica, una vera passione di mia nonna che si divertiva come una pazza e che aveva messo su una squadra, una sorta di armata brancaleone formata da noi bambini, da qualche operaio del cantiere, il giardiniere e chi c’era, tutti pronti a tirare a riva la rete dopo aver calato la sciabica con il patino. Noi da terra a tirare la fune fino a quando arrivava il sacco con i pesci e magari anche una medusa… che divertimento! Nel bosco si costruivano i fortini con scorte di palle di sabbia, si giocava alla guerra e si facevano delle merende, facevamo il croccante con lo zucchero caramellato e con i pinoli trovati e sgusciati da noi, giocavamo a tennis contro il muro e su un vecchio campo da tennis con grandi e accanite sfide, andavamo in barca a vela e in patino e facevamo bagni interminabili. Siamo cresciuti bradi in questo contesto, liberi ma sempre al sicuro, la vita sana di un tempo, nella bellissima cornice di villa Emilia, della spiaggia e del parco circostante.
L’importanza di chiamarsi della Gherardesca…
Quando vedo che il mio cognome stupisce le persone, dico sempre “ma non mangio i bambini!” riferendomi al conte Ugolino, nella citazione dantesca dell’Inferno. Capisco che sia un cognome che resta impresso, che incuriosisce le persone e che va portato bene, perché può ingenerare aspettative!

Una donna forte: è stata parte attiva nella rinascita di Pitti. Una lotta continua immagino, su cosa ha puntato per ottenere risultati…
E’ stato bello, un momento di sfida, cercando di vincere le difficolta’, diventando il primo salone del mondo per la moda Uomo e la moda Bambino nonostante la concorrenza di altre fiere all’estero e in Italia e dell’invidia dei nostri concorrenti: un grande spirito di corpo che ora si e’ un po’ perso, passando ad un format piu’ formale e professionale. Adesso sono in pensione e lavoro come consulente continuando ad occuparmi di promozione sui mercati esteri e di pubbliche relazioni sempre per Pitti.
E come presidente Fai…
Quando sono stata eletta presidente del FAI (Fondo Ambiente Italiano), ho voluto immettere sangue giovane e nuovo nelle delegazioni, perchè se non si aggiungono nuove teste, tutto resta uguale, mancano l’energia fresca e le idee e ci si sclerotizza. Il FAI poi deve essere un corpo e un’anima sola di volontari, devi lavorare con tutti e per tutti, guai operare solo per la propria piccola parrocchietta senza far passare le informazioni! Ho cercato di sostituire persone che erano là da molti anni e che avevano gia’ dato molto con persone nuove, giovani. A Livorno per esempio adesso c’e’ una nuova squadra di giovani professionisti, brillanti e pieni di voglia di fare. I giovani sono il futuro del FAI! Quest’organo deve vigilare su cosa si costruisce nelle zone di pregio, le brutture purtroppo imperversano. Come si fa a concedere certi permessi? Anche a Castagneto subito sotto al vecchio paese sono stati recentemente costruiti due palazzi moderni in cemento armato e delle orrende cantine a vista sulla Bolgherese. Le amministrazioni spesso non considerano che il territorio non è loro, ma di tutti, e che il loro compito è di salvaguardarlo e di tramandarlo perche’ poi quando è rovinato non arriverà più nessuno, tranne il turismo di massa che non porta beneficio alla comunità. Nessuno ha il diritto di rovinare il paesaggio che ha ereditato, l’armonia di un paesaggio una volta distrutta, lo resterà per sempre. Eppure in Francia non succede, i paesi sono conservati benissimo, non ci sono costruzioni moderne fuori contesto, insegne al neon, sedie di plastica, arredi urbani fuori luogo. Qua invece può succedere di tutto. Lo skyline di Castagneto ed il golfo di Follonica, due esempi concreti di come si puo’ snaturare l’armonia di un paesaggio. Pensate al golfo di Follonica con case di soli due piani immerse nella vegetazione, sarebbe stato un posto di sogno e San Vincenzo dove hanno costruito palazzoni sulla spiaggia? Era un paese di pescatori, bellissimo…

Castello Castagneto Carducci Castello Castagneto Carducci_01

Cosa serve a Castagneto Carducci?
Persone responsabili che amino il posto, che lo sentano con il cuore e non lo usino per affari ed interessi; che operino in armonia con quello che c’e già, quello che abbiamo ancora di bello. Che senso ha quel palazzone di quattro piani rosa fragola che svetta sulla collina, per costruire il quale e’ stata divelto un gran pezzo di una meravigliosa oliveta che sfiorava il paese? Perchè ci si vergogna a replicare la semplice e meravigliosa architettura Toscana? Ne dovremmo invece andare fieri visto che vengono apposta da tutto il mondo ad ammirarla. Non siamo forse i discendenti di Michelangiolo, del Vasari e del Brunelleschi che veniva nelle nostre cave a rifornirsi di marmi per le sue opere? Servono persone colte, non con quattro lauree, ma solo con la consapevolezza e l’amore della cultura e della tradizione del luogo. Qua le cose moderne ci stanno malissimo, la gente viene per respirare la tradizione. Trovo che si vada contro l’interesse dell’Italia in primis, del luogo e dei turisti in conclusione.
Il più grande errore del territorio secondo lei …
L’autostrada Tirrenica, una grande opera inutile e dannosa. La gente del posto non ha capito fino in fondo quali danni irreversibili porterà la sua costruzione. Danni di inquinamento ambientale (penso alle Oasi di Bolgheri e a quelle meravigliose della bassa Maremma), inquinamento acustico, passeranno milioni di veicoli e di tir e sotto il profilo paesaggistico saranno colate di cemento. La cappella di San Guido dove la metteranno? La sposteranno? Si parla di una decina di svincoli da Cecina a Civitavecchia, uno circa ogni 30 km. Avete idea della bruttezza degli svincoli autostradali con cavalcavia, ponti, caselli, pompe di benzina ed il loro impatto su questo meraviglioso tratto di costa? I locali poi, per non pagare, si riverseranno sulla vecchia Aurelia che sarà intasata: un’impresa spostarsi da un paese all’altro. E’ pura follia, un investimento enorme che portera’ solo inutili colate di cemento. Perche’ non allungare la quattro corsie dove si viaggia benissimo e sulla quale non ho mai avuto problemi? La Tirrenica porta solo danni ai locali e soldi nelle tasche degli investitori privati ai quali oltretutto lo Stato, alla fine rifonderà – dicono – l’investimento. Infine, se abbiamo un briciolo di buonsenso dovrebbe passare lontano dal mare.
Crede che la famiglia, nonostante i cambiamenti dovuti all’evoluzione culturale, sia sempre al centro della società… Che ruolo investe in questo periodo di smarrimento e “accartocciamento” dei valori?
Ringrazio i miei genitori e i nonni per l’educazione ricevuta, ci hanno insegnato il rispetto per gli altri e l’obbedienza, valori oggi spessissimo perduti. Sento molti ragazzi rispondere male ai genitori e con atteggiamenti di sfida nei confronti dei loro insegnanti, addirittura maltrattano i nonni. E che dire della droga che circola anche nelle scuole medie e dell’alcolismo che imperversa tra i giovanissimi? Per fortuna che la nostra generazione e’ stata responsabilizzata e ci sono stati trasmessi i valori civili. Il rispetto per gli altri vale l’80% fatta 100 l’educazione, basta aggiungerci un 20% di regole di buona creanza o di galateo! L’italiano in genere è sempre sul piede di guerra, difficile trovare persone ben disposte, quando incontro una persona gentile ed educata mi meraviglio e mi emoziono e dico:”ma lei è come un panda, una razza in estinzione!!” Purtroppo la bella famiglia italiana non esiste più, esistono due che si sposano e procreano, non si mangia più insieme, non si parla più, tutti mangiano fuori al bar, ognuno torna ad orari diversi. Manca il momento del ricongiungimento della famiglia che si confronta e si racconta: questo è uno dei motivi di tanta disgregazione. Mi chiedo se i genitori sanno quello che fanno i loro figli fuori dall’ambito scolastico. A questo si aggiunge l’influenza deleteria della televisione spesso volgare e condita da turpiloquio, che non insegna niente e mostra fino all’eccesso. Anche le chiese sono semivuote, la religione cattolica è molto impegnativa, lodevole l’impegno di Papa Francesco che predica l’amore cristiano e che è molto vicino alla gente.
Ha vissuto quello che una donna non dovrebbe mai passare: l’inferno che solo la morte di un figlio può causare. Com’è rinata Sibilla? Sono passati quattro anni ed il dolore è sceso giù, prende meno la gola, si è metabolizzato, ma c’è ancora, è solo un po’ più sopportabile. Sono dolori senza fine, senza rimedio, ma c’è la vita che continua, gli altri figli, i nipoti, il lavoro: piano piano riesci ad andare avanti senza avere l’animo lacerato come nei primi tempi. All’assenza non ci si abitua mai, manca tanto la fisicità anche se grazie al cielo credo nell’aldilà e nella vita eterna.
Il ricordo di Giuseppe che porta nel cuore…
Giuseppe era felice quando era immerso nella natura con gli animali. Era un cacciatore vero, non gli importava di sparare se il cane aveva lavorato male o se il trofeo non era quello giusto. Faceva la caccia di selezione, stava delle ore con i binocoli a studiare gli animali, me lo ricordo ancora piccolino che aspettava con il suo fucilino la volpe nella neve e quando addestrava i suoi cani da caccia con grande pazienza e passione. Era anche un bravo pescatore, paziente e costante. Ricordo quando siamo stati insieme senza armi in Africa sul delta dell’Okawango, era felice, gli brillavano gli occhi! Adorava venire in Maremma, adesso un cippo lo ricorda nel bosco dove è stato ucciso
Firenze com’è cambiata con Matteo Renzi?
E’ una persona coraggiosa, diretta, che non cerca voti compiacendo persone o categorie, ma che fa solo quello che pensa sia giusto andando anche contro a interessi di lobby conme nessuno prima. Lo ritengo una persona onesta, pulita e molto sveglia, giovane e pieno di idee. Ha svecchiato la vecchia partitocrazia contornandosi di giovani e fattivi collaboratori. Ci ha salvato dalla tramvia in piazza del Duomo, ha avuto il coraggio di pedonalizzare il centro, nonostante le polemiche, ha cercato di tamponare gli errori dell’amministrazione precedente prendendosi in carica il nuovo teatro che invece di 70, credo sia andato a costare 300 milioni, speriamo che riesca anche a fermare il progetto della stazione sotterranea di Foster che secondo molti porterà a uno squilibrio geologico e acquifero tremendo. Sono stata sempre dalla sua parte perché ha il coraggio di assumersi le responsabilità, cosa che in politica non succede mai, si mette in gioco continuamente mentre gli altri politici pensano solo a spartirsi le poltrone, come non si vergognino, sono troppo corrotti! Matteo Renzi non ha scheletri nell’armadio ed è la nostra ultima speranza.
La donna al centro e la lotta alla violenza, cosa ne pensa?
Non capisco questa recrudescenza nel far fuori le donne. Credo che esista un problema di eccessiva comunicaxzione e di pubblicità attorno a fatti orrendi di cronaca nera, come una morbosità, addirittura ci sono delle trasmissioni televisive che ci deliziano con tutti i particolari e finisce che qualcuno simula, anche se non ci aveva mai pensato. Certo viene da pensare che la vita umana non conti più niente, ma perché quasi sempre sono gli uomini ad uccidere? E’ un’ossessione. Per fortuna che le Forze dell’Ordine sono efficientissime, ne prendono tanti grazie anche alle telecamere ed alle intercettazioni.
Tre attitudini per ristabilire un po’ d’ordine…
Moralità, onestà e severità a tutti i livelli.
Uno scorcio che porta nel cuore
Il cimiterino di Castiglioncello di Bolgheri. Un posto unico con una vista unica. Lì i defunti riposano veramente in pace.

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